Inserito da Michele Sambin il
15/10/2015
in
ideazione 
pierangela allegro michele sambin
scrittura 
pierangela allegro
con 
flavia bussolotto, alessandro martinello
collaborazione artistica 
la voce del bambino è di alvise di rienzo pavanini
composizione ed esecuzione musiche 
michele sambin
video animazione 
raffaella rivi, alessandro martinello
scene 
maschere e oggetti pierangela allegro michele sambin
foto 
claudia fabris e fabio montecchio
direzione 
michele sambin
produzione 
tam teatromusica
contributi 
cosulenza storiografica cristina grazioli 
con la collaborazione di comitato mura di padova, bel-vedere/progetto partecipato tra artisti-operatori-cittadini a cura di echidna ass. cult. e comune di mirano, associazione nuova scena di piove di sacco

verso Klee completa la trilogia di Tam sulla pittura del '900.

Diversamente dai due precedenti lavori (Anima blu dedicato a Chagall ePicablo dedicato a Picasso) verso Klee non è dedicato al famoso artista svizzero bensì è uno spettacolo che nasce dall'incontro, ideale, tra Klee e Tam, tra il pensiero sull'arte espresso da Klee e la poetica teatrale di Tam, tra la sua ricerca pittorica e la nostra ricerca scenica.

Punti d'incontro li abbiamo trovati nella comune propensione alla sperimentazione come luogo di sintesi tra il vedere e il sentire, nell'attitudine compositiva antinarrativa, nella passione per musica e poesia, nel tratto ludico e nello sguardo infantile con cui guardare la vita anche quando non si è più bambini.

Per prepararci a questo incontro, che avverrà sulla scena, abbiamo attinto ai suoi diari e agli appunti per le lezioni al Bauhaus, abbiamo osservato la collezione dei burattini al Museo di Berna e la maggior parte delle opere pittoriche, ci siamo soffermati sui titoli particolarissimi che le accompagnano e abbiamo sondato con pudore e curiosità la sua vita privata piena di gatti, viaggi, amicizie, affetti e conflitti famigliari.

Sulla scena tutto ciò che abbiamo potuto ricostruire o immaginare di Klee lo abbiamo messo in relazione con la nostra poetica e, alla luce della trentennale esperienza di teatro per l'infanzia, ne abbiamo ricavato una sintesi scenica che esprime la profondità nella superficie, là dove l'invenzione trova la sua più leggera espressione.

 La scena si presenta composta da una serie di stanze in continua trasformazione abitate da creature a metà tra l'umano e il fantastico: il clown dalle grandi orecchie Signor Oscar, i teatrini col sipario rosso, le maschere cenciose, l'eroico suonatore di violino, Signor Klee. A tratti sono maschera, marionetta, burattino e sono loro a costruire un mondo ad arte dove tutto si intreccia e niente prevale e dove la pulsazione ritmica di luce buio suono e silenzio guida il gioco in cui un occhio vede e l'altro sente.

 Alcuni testi, la maggior parte dei quali tratti da scritti di Klee, contrappuntano nello spettacolo le diverse scene. Sono detti da una voce di bambino. Per chi ricordasse lo storico spettacolo Tam del 1986, Children's Corner, realizzato per il Teatro alla Scala, sappia che il bambino che legge Klee è figlio della bambina che leggeva le cartoline di Debussy...un bizzarro giro del tempo si è compiuto!

E sempre a proposito di testi ce n'è uno, all'inizio dello spettacolo, in cui Klee nomina le minuscole creature dagli occhi senza confini ebbene, per noi quelle creature sono i bambini spettatori ai quali offriamo lo spettacolo così come Klee costruiva e poi donava al piccolo figlio Felix i burattini, perché giocasse al suo teatro.

Cosa ne faranno dello spettacolo i bambini che lo vedranno, resterà per noi un mistero.

Ci auguriamo li possa aiutare a re-interpretare il mondo in una chiave magica allusiva e misteriosa.

E che li renda leggermente felici.

Il teatro, spesso, può farlo.

 

 

Pierangela Allegro, maggio 2014

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